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Racconti

Lavorare all’estero con le lingue: il racconto di Silvia

Silvia
Silvia

Ci sono tantissime porte nel mondo del lavoro che possono essere aperte quando si va a vivere all’estero. Una di queste è poter lavorare con le lingue. Per spiegare meglio queste possibilità, ho chiesto a un’amica di scuola di raccontarsi. Silvia e io, compagne di classe alle superiori, abbiamo sempre condiviso la passione per le lingue, uno dei principali motivi che ci hanno spinto a vivere all’estero. Lei però ha fatto di questa passione un vero e proprio scopo, basando le sue esperienze lavorative in giro per l’Europa proprio sulle lingue. Lei che, da ragazzina, imparava le lingue cantando e traducendo le canzoni dei suoi cantanti preferiti, è arrivata a lavorare per una grande multinazionale e infine anche a insegnarle, le lingue che sapeva. Germania, Svizzera, Belgio, Repubblica Ceca e Spagna, tante tappe per un percorso e una passione uniche: lavorare con le lingue straniere.

La tua passione per le lingue è nata quando eri una teenager. Ma qual è la stata la prima esperienza che ti ha portato a vivere all’estero? 

Un giorno, a scuola, sono venute delle persone a parlarci di vari progetti di studio all’estero, cosa che mi interessò tantissimo. Cominciai a informarmi e i miei genitori mi incoraggiarono fin da subito a partire. Sognavo di andare in America ma, visto che a scuola studiavamo tedesco, alla fine venni presa per un’esperienza di studio in Germania. Frequentai il quarto anno di superiori completamente ad Aachen (Aquisgrana), vivendo insieme a una famiglia ospitante – un’esperienza culturale che mi ha fatto aprire gli occhi sul mondo e riflettere anche sulla mentalità e la cultura italiana.

E da quel momento non ne hai più fatto a meno di viaggiare e vivere in posti diversi.

È vero. Quando inizi a viaggiare, non ti basta mai. La volontà di imparare, l’interesse verso il mondo aumentano e non ne puoi più fare a meno.

Dopo la maturità infatti hai vissuto in vari Paesi e hai fatto esperienze lavorative diverse. Raccontaci un po’ del tuo percorso.

Dopo il diploma volevo continuare a migliorare il mio tedesco, quindi mi sono informata sul programma Aupair in vari Paesi. Ho trovato una famiglia in Svizzera, dove sono rimasta solo tre mesi, nonostante avessi pianificato di rimanerci un anno. Non mi sono trovata bene e ho deciso di cambiare. Nonostante questo, il mio tedesco era già migliorato tantissimo, cosa che mi ha fatto prendere la decisione di cambiare totalmente Paese e lingua. Sempre tramite l’esperienza Aupair, ho trovato una famiglia in Belgio, a Bruxelles, dove sono rimasta nove mesi. Mi sono trovata benissimo e ho potuto migliorare il francese, che avevo già studiato a scuola. 

Dopo quest’esperienza sono tornata in Italia, dove ho trovato lavoro in una scuola di inglese come receptionist, tutor e insegnante di sostituzione. Lì parlavo solo ed esclusivamente inglese. Questa esperienza, insieme al fatto di aver sempre insegnato inglese privatamente anche durante gli anni di scuola, mi hanno fatto amare l’insegnamento delle lingue. Avrei voluto conseguire un’abilitazione per insegnare, ma il destino ha voluto che trovassi lavoro in una grande multinazionale con sede a Praga, dove mi sono trasferita tre anni fa. Lavoravo per le risorse umane della sezione tedesca, quindi anche in questo caso lavoravo parlando inglese e tedesco. Ma non ne ero felice, capivo che il lavoro di ufficio in una grande azienda non faceva per me. Dopo più di due anni di lavoro ho mollato tutto e mi sono trasferita in Spagna, a Valencia, dove ora insegno tedesco, inglese e italiano privatamente e in due scuole. Finalmente faccio quello che amo fare, in un posto meraviglioso come Valencia, inondata dal sole che, negli altri Paesi, ha sempre scarseggiato.

Esperienze quindi molto diverse tra loro. Qual è stato il tuo “fil rouge”, il motore che ti ha fatto prendere la decisione di lavorare in questi Paesi e fare queste determinate esperienze?

Ci sono stati due motivi principali nella scelta del Paese dove trasferirmi: in primo luogo la possibilità di migliorare le mie conoscenze linguistiche; in secondo luogo le possibilità economiche che mi offrivano. Vivere con le lingue è una passione, ma la qualità e il costo della vita di un Paese sono da tenere in considerazione. Mi sono sempre mantenuta da sola, cercando sempre di trovare lavori e lavoretti coerenti con il mondo delle lingue.

Quali difficoltà hai incontrato nel cercare lavoro all’estero? Come le hai risolte?

Soprattutto durante l’anno da Aupair, non è stato facile affrontare i problemi e dialogare con le famiglie, in particolar modo nel primo caso. Ho dovuto prendere coraggio e ammettere che c’era qualcosa che non andava, parlandone con loro e abbattendo il muro della paura e delle differenze culturali e linguistiche che mi trovavo davanti.

Per quanto riguarda il lavoro d’azienda, soprattutto nel contesto internazionale in cui mi trovavo, le difficoltà erano principalmente di carattere culturale o linguistico. Spesso ho avuto a che fare con incomprensioni con persone di culture diverse. Basta semplicemente avere l’elasticità mentale per capire che quello che per noi italiani è “normale”, per altri non lo è.

In ogni caso è fondamentale aver sempre presente l’obiettivo, la motivazione per cui si è partiti. Nei casi in cui le difficoltà cominciano a farsi sentire, è importante non scordarsi del motivo che ci ha spinto a partire e cominciare. 

Secondo te, qual è stata la cosa che ti ha aiutato di più nel trovare lavoro all’estero? 

Parlando di cose pratiche, sicuramente internet. Per quanto riguarda il mio carattere, mi ha aiutato la voglia di fare e lo spirito di adattamento, aspetti fondamentali se si vuole lavorare in contesti nuovi, sia all’estero che in Italia. 

Anche il fatto di collezionare esperienze diverse mi ha permesso di imparare tante cose e creare un vero e proprio network di persone in vari ambiti. È grazie a quello se sono venuta a conoscenza dell’offerta di lavoro che mi ha permesso di lavorare nella multinazionale a Praga. 

Valuteresti di tornare in Italia per lavoro?

Se mi venisse offerto un buon lavoro nel campo delle lingue, potrei valutare un ritorno. Ma ora come ora non mi metterei a cercare un lavoro in Italia. E comunque sia, se tornassi so che non sarebbe per sempre: probabilmente, prima o poi, avrei di nuovo voglia di partire e vivere in un posto nuovo! 

Cosa ti hanno insegnato tutte queste esperienze di lavoro all’estero?

Di non aver paura di buttarsi e cambiare. La persona più importante della tua vita sei tu, nessun altro. Bisogna dare ascolto al proprio stato d’animo e alle proprie necessità, cercando di trovare il giusto rapporto tra felicità e lavoro. Grazie a queste esperienze ho imparato a essere indipendente, a puntare tutto su me stessa e ad aver coraggio. 

Per quanto riguarda il futuro mi hanno insegnato a capire quello che desidero fare. Non tanto il dove, ma il cosa. Chissà, magari un giorno deciderò di uscire dall’Europa e investire in un’esperienza diversa. Ho capito però che l’importante è vivere davvero e essere felice con quello che faccio.

Quali consigli vuoi dare a una persona che vuole trasferirsi all’estero per lavoro? 

Informati il più possibile sul Paese in cui vuoi andare. Su internet si trovano ormai tutte le informazioni necessarie. E con ciò non intendo solo sulla vita del posto, ma anche sui diritti e sulle condizioni di lavoro, fondamentali per valutare un’eventuale vita lavorativa fuori dall’Italia. Poi pensa a cosa ti piace fare e in cosa sei bravo/a. In base a questo, potrai capire meglio su quale città o Paese puntare in base alle opportunità offerte in quel posto. Comunque sia non lasciarti frenare se non sai bene la lingua locale. Avrai sicuramente l’occasione di impararla e nel caso, troverai persone che ti aiuteranno nella tua vita in quel Paese.

Un’altra cosa fondamentale: non avere mai paura di chiedere e non sottovalutare quello che sai fare. Noi italiani tendiamo a sminuire molto noi stessi e gli altri, quando invece ognuno di noi, nel suo piccolo, ha qualcosa da offrire. Guardati da questo punto di vista: tu hai qualcosa che gli altri non hanno. Ed è su quello che dovrai sempre puntare!

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