Una valigia aperta con oggetti sparsi: un computer, una macchina fotografica, una foto, occhiali da sole e vestiti | Photo by Anete Lūsiņa on Unsplash
Esperienze,  Prima della partenza

Esperienza au pair: ecco come diventare ragazza alla pari

Era gennaio 2014. Io, 19enne, arrivavo con le mie due valigie piene di vestiti e aspettative a Friburgo, dove mi stava aspettando la mia famiglia ospitante. Ricordo la curiosità e l’ingenuità che mi avevano spinto a prendere quella decisione. Una decisione che non ho mai rimpianto. Perché diventare au pair è un’esperienza che ti cambia. In questo articolo troverai tutte le informazioni che darei a un’amica su come diventare Aupair. Ti parlo anche un po’ della mia esperienza: vedrai che essere una ragazza alla pari non è facile, ma sarà l’esperienza che più ti rimarrà impressa. Pronto/a a diventare au pair anche tu?

Di cosa parliamo in questo articolo? 👇

Cosa vuol dire essere ragazzo/a alla pari

L’au pair, o ragazza/o alla pari, è in primo luogo una persona giovane che si inserisce in un nucleo familiare in un Paese straniero per conoscerne la cultura e impararne la lingua. In cambio di vitto, alloggio e una paghetta, offerti dalla famiglia, l’au pair si impegna ad aiutarla, prendendosi cura dei loro bambini. Per questo le famiglie che cercano au pair sono per la maggior parte giovani, con bambini piccoli o ragazzi e dalla mentalità aperta. Non è infatti facile accettare una persona sconosciuta nel proprio nucleo famigliare per mesi, come non è semplice per l’au pair abituarsi a nuovi ritmi e nuove persone in un Paese per lo più sconosciuto. Bisogna quindi avere grande spirito di adattamento e, ovviamente, amare i bambini. Ci sono inoltre altre condizioni per poter diventare au pair: in generale non devi avere più di trent’anni, dovresti sapere almeno l’inglese e non devi essere madre e/o sposata. Ti consiglio però di informarti più precisamente in base alla nazione di destinazione, dato che valgono regole diverse in ogni Paese. Con questa premessa, ora ti spiego come diventare au pair in pochi passi.

Come trovare una famiglia e diventare au pair

Sul web si trovano tanti siti, agenzie e gruppi Facebook per trovare famiglie all’estero e diventare au pair. Ma il sito che io stessa ho usato e che ho sentito nominare più spesso dalle altre ragazze alla pari che ho conosciuto è AupairWorld. È molto semplice da utilizzare e ti permette di trovare la famiglia perfetta in base a vari strumenti di ricerca. Per te che vuoi diventare Aupair è inoltre gratuito, ma gestito e sicuro. Per prima cosa è necessario creare un proprio profilo: qui le informazioni su di te sono importanti, perché serviranno a fare una buona impressione sulla tua futura famiglia. Non dimenticare di caricare anche qualche foto – aumenterà la tua credibilità. Nel profilo dovrai anche inserire alcune opzioni, tipo Paese in cui vorresti trasferirti, durata della permanenza e le tue preferenze riguardo la famiglia: quanti bambini sei disposta a tenere, che lingue sai, se sei disposta a stare in una famiglia di fumatori o con animali, e così via.

Una volta che il tuo profilo è completo, puoi cominciare a cercare la famiglia perfetta in base alle tue opzioni di ricerca. Le famiglie infatti creano a loro volta un profilo con una breve descrizione e qualche foto, in modo che tu possa farti una prima idea su di loro. Se sei interessata, puoi contattarli. Da un breve messaggio può cominciare una bella conversazione che vi porterà a conoscervi e, magari, a organizzare il periodo in famiglia. In questo caso è importantissimo mettere subito in chiaro quali saranno i tuoi compiti, la tua paga (che varia da Paese a Paese), i tuoi spazi in casa e i tuoi giorni liberi. Alcune famiglie si offrono anche di pagare un corso di lingua per te. Informati bene e non avere timore di fare tutte le domande necessarie prima di firmare il contratto e partire.

Come iniziare l’esperienza col piede giusto

Bene, hai trovato la famiglia e organizzato tutto: ora è giunto il momento della partenza. Diventare au pair significa per molti/e ragazzi/e fare la prima esperienza all’estero, lontano dalla famiglia. I primi momenti dopo l’arrivo quindi possono non essere così facili: conoscere la famiglia, ambientarsi, adeguarsi ai ritmi, alla cultura, alla lingua… (leggi qui le sette strategie per vivere all’estero e affrontare al meglio la nostalgia dell’Italia). Per tutto questo, ci vuole una buona dose di spirito di adattamento e, soprattutto, buoni amici. Loro sono fondamentali: il mio consiglio è di metterti subito alla ricerca di amici nuovi, meglio se anche loro au pair, in modo da poterti confrontare e chiedere consigli “ai tuoi colleghi”. Credimi, in alcuni casi possono addirittura diventare la tua ancora di salvezza. Per trovare nuovi amici, ci sono molte possibilità: gruppi Facebook come questo, frequentare un corso di lingua, chiedere alla famiglia se conoscono altre famiglie con au pair… Una cosa tira l’altra e, col tempo, ti farai un gruppetto di amici interculturale con cui potrai svagarti e viaggiare nel tempo libero, godendoti al meglio la tua esperienza all’estero.

L’esperienza au pair tra alti e bassi

Devo essere sincera con te: l’esperienza au pair non è sempre facile. Purtroppo, c’è anche bisogno di una buona dose di fortuna. Io stessa ho fatto due esperienze come ragazza alla pari: la prima non del tutto positiva e la seconda che rifarei altre cento volte. Qui ti racconto com’è andata.

Le difficoltà

Dopo cinque anni di tedesco alle superiori, ho deciso di prendere coraggio e partire per un anno in Germania, lavorando come ragazza alla pari. Dopo la maturità, ho trovato una famiglia a Friburgo in Brisgovia e a gennaio del 2014 sono partita. È stata la mia prima esperienza lontana dalla mia famiglia e all’inizio non è stato facile. Ma mi sono trovata bene: la famiglia aveva una bambina di nove anni con cui andavo molto d’accordo. Io le preparavo il pranzo, l’aiutavo a fare i compiti e giocavo con lei nel pomeriggio. La pecca però era la madre: dato che il lavoro con la bambina era relativamente semplice, venivo impiegata come “donna delle pulizie”. Me l’aveva chiesto già nel nostro periodo di conoscenza, ma la mia innocenza da 19enne non sapeva veramente cosa voleva dire stirare, pulire casa e fare lavatrici per una donna esigente – e soprattutto non sapeva che le mansioni da casalinga non fanno propriamente parte del lavoro da au pair. Quindi puoi capire cosa intendo quando dico “alti e bassi”. Nonostante tutto, ho passato un anno (a posteriori) più che positivo. Il tempo libero non mancava e l’ho sfruttato al massimo: ho frequentato due corsi di tedesco, ho conosciuto amici con cui sono ancora in contatto, ho viaggiato tanto e, soprattutto, ho raggiunto il mio obiettivo: parlare tedesco e vivere in un Paese che sarebbe diventato la mia seconda casa.

I ricordi indelebili

La seconda esperienza da au pair è stata un po’ imprevista. Dopo l’anno passato a Friburgo, non pensavo di voler rifare la stessa esperienza. Eppure il destino mi ha portato a trovare la mia “seconda famiglia” nella vita. Non ero stata presa all’università, ma non volevo passare altri sei mesi da nullafacente a casa, così ho deciso di cercare, sempre tramite AupairWorld, un’altra famiglia. Questa volta l’ho trovata in Austria, vicino alla città dove avrei studiato in futuro. È stata un’esperienza meravigliosa: fin da subito si è creato un bellissimo legame sia con le due bambine piccole, sia con i genitori e i nonni. Non potevo chiedere di meglio. Mi hanno supportato tanto, aiutandomi addirittura con l’iscrizione all’università e con il trasloco. Ancora oggi, dopo quattro anni dalla fine del contratto come au pair, li vado a trovare quasi ogni mese. Non riuscirei a immaginare la mia vita all’estero senza la mia “seconda famiglia”.

Conclusione: prendi coraggio e parti!

È vero, non sarà facile e bisogna avere molta fortuna – come in tutte le cose, del resto. Ma quello che puoi trovare dall’altra parte sono esperienze che ricorderai per sempre. E, a posteriori, dirai: lo rifarei altre volte. Perché anche se non andrà tutto liscio, tornerai a casa non solo bilingue (o quasi) ma, soprattutto, indipendente e sicura delle tue potenzialità.
Inoltre, quest’esperienza può essere il tuo trampolino di lancio per altri percorsi lavorativi e non, come lo è stato per me. Grazie alle competenze linguistiche che ho acquisito, ho potuto cominciare un percorso di studi in Germania, come ho raccontato in questo articolo.
Allora cosa aspetti, prendi coraggio e parti!


Conosci una persona che si sta chiedendo come diventare au pair? Condividi con lei questo articolo, potresti aiutarla nel suo percorso!
E se tu stesso/a hai lavorato come au pair, fammi sapere com’è andata nei commenti in fondo alla pagina!

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